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RICONOSCIMENTO SENTENZA STRANIERA - FUNZIONALITA' EX ART. 12 C.P. - CUMULO MARTERIALE PENE CONCORRENTI - CONDIZIONI
   
 
 

Sulla base della giurisprudenza di questa Corte (sez. 1 n. 7345 del 5/12/2006, Rv. 236235), e' possibile inserire nel cumulo di pene concorrenti non solo tutte le pene che risultano ancora da espiare alla data di commissione dell'ultimo reato, ma anche quelle già  espiate che possono comunque avere un riflesso sul criterio moderatore previsto dall'articolo 78 c.p. e sul cumulo materiale, in vista della maturazione dei requisiti temporali per l'ammissione ad eventuali benefici penitenziari. Si e' pero', al riguardo, precisato che i presupposti del concorso di pene vanno determinati con riguardo alla data di commissione dei reati ed alla loro anteriorita' rispetto ai vari periodi di carcerazione, a nulla rilevando che talune delle pene concorrenti siano state eseguite   in anticipo rispetto ad altre per casuali vicende processuali o esecutive (Sez. 1 n. 1454 del 25/03/1991, Rv. 186944; Sez. 1 ordinanza n. 2932 del 20/05/1998, Rv. 210774). Orbene in entrambi i ricorsi non viene indicata la data di commissione del reato relativo alla condanna intervenuta in Spagna, della quale si chiede il riconoscimento ai fini dell'inserimento nel richiesto provvedimento di cumulo e di esecuzione di pene concorrenti ; non si puo' quindi verificare, in questa sede, la ricorrenza del sopra richiamato requisito dell'anteriorita' della commissione del reato di cui alla condanna,giàinteramente espiata, della quale si chiede il riconoscimento.

Il riconoscimento della sentenza penale straniera produce nell'ordinamento interno i soli effetti previsti dall'articolo 12 c.p., fra i quali non e' compresa la continuazione fra reato giudicato in Italia e reato giudicato all'estero, neanche sub specie di effetto penale della condanna ai sensi del citato articolo 12 c.p., comma 1, n. 1, posto che la disciplina del reato continuato presuppone un giudizio di merito e quindi il riferimento a categorie di diritto sostanziale (reati e pene), che si qualificano soltanto in ragione del diritto interno (Sez. 1 n. 31422 del 11/05/2006, Rv. 234790; Sez. 1 n. 30463 del 07/07/2011, Rv. 251010).

Con riferimento poi alla fungibilita' delle detenzioni in Stati diversi, altrettanto correttamente la Corte territoriale ha richiamato il costante indirizzo giurisprudenziale, condiviso dal Collegio, in base alla quale i benefici regolamentati dall'articolo 54 Ord. Pen. in favore del detenuto, che fornisca prova di partecipazione all'opera di rieducazione, sono applicabili anche ai periodi di detenzione espiati in uno Stato estero della Comunita' Europea per fatti giudicati in quel Paese, quando l'espiazione sia poi completata nello Stato italiano (sez. 1 n. 31012 del 06/06/2012, Rv. 253292; sez. 1 n. 21373 del 19/4/2013, Rv. 256084), circostanza che non ricorre nel caso di specie, in quanto la condanna inflitta con la sentenza straniera e' stata interamente espiata all'estero.

Tutto cio' detto deve sgombrarsi il campo da un equivoco: la decisione quadro 2008/909/GAI attiene all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle sentenze penali che irrogano pene detentive   o misure privative della liberta' personale, ai fini della loro esecuzione nell'Unione Europea; essa e' stata attuata in Italia con il Decreto Legislativo n. 161 del 2010 che, agli articoli 9 e ss., regolamenta la "trasmissione dall'estero", cosi' definita la procedura con cui e' trasmessa in Italia, ai fini del suo riconoscimento e della sua esecuzione, una sentenza di condanna emessa in un altro Stato membro dell'Unione europea. In detta procedura il riconoscimento, dichiarato dalla Corte d'Appello competente, e' finalizzato a consentire al condannato di eseguire la sentenza di condanna in uno Stato diverso da quello dello Stato di emissione; la procedura, quindi, non riguarda condanne già eseguite  nello Stato estero, in relazione alle quali, si intendono conseguire in Italia i benefici sopra indicati.

In conclusione rileva il Collegio che il riconoscimento di una sentenza penale straniera e' funzionale soltanto ai fini espressamente e tassativamente previsti dall'articolo 12 c.p., comma 1, tra i quali, per le considerazioni sopra svolte, non possono farsi rientrare quelli genericamente invocati dal (OMISSIS) volti ad ottenere l'applicazione dei benefici della legge penitenziaria italiana e l'applicazione dell'indulto.

 CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONE FERIALE, SENTENZA 19.09.2014 NR. 38568


 
 

 

 

 

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