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IL TRATTATO DI LISBONA
   
 
 
ROMA, 30 NOVEMBRE 2009.

Il Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007 dai 27 capi di stato e di governo degli stati membri dell'Unione, entra in vigore domani 1° dicembre 2009. Modificherà i due trattati fondamentali dell'Unione, vale a dire il Trattato sull'Unione Europea e il Trattato che istituisce la Comunità Europea, quest'ultimo d'ora in avanti denominato «Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea».
Fra le novità, ecco le principali:

- Il presidente dell'Ue sarà una carica permanente: nominato dal Consiglio Europeo resta in carica due anni e mezzo ed è rinnovabile per un mandato. Il belga Herman Van Rompuy è il primo ad assumere questa funzione.
- Il ministro degli Esteri: designato dal Consiglio Europeo, è anche vicepresidente della Commissione Ue ed è quindi soggetto all'approvazione del Parlamento. La britannica Catherine Ashton è la prima a svolgere questo ruolo e potrà contare sul nascente servizio diplomatico Ue.
- Il voto a maggioranza qualificata: termina la possibilità, per un Paese membro, di esercitare il diritto di veto in Consiglio su oltre 40 materie. L'unanimità resta necessaria solo in alcuni casi, tra i quali le decisioni su politica estera e di sicurezza (Pesc-Pesd) e sul fisco. Dal 2014 il sistema di voto sarà a doppia maggioranza, basato sul 55% dei paesi, in rappresentanza del 65% della popolazione.
- Un Parlamento più forte: attraverso l'estensione della procedura di co-decisione il voto del Parlamento Ue, oltre a quello del Consiglio, diventa decisivo per l'approvazione di una grande
maggioranza di norme europee (agricoltura, bilancio, ecc.). Il numero dei parlamentari sale da 736 a 751 (754 fino a fine legislatura), i posti per l'Italia passano da 72 a 73.
- Parlamenti nazionali: potranno bloccare l'iter normativo Ue se, entro 8 settimane, erificheranno che le proposte avanzate non rispettano il principio di sussidiarietà.
- Diritto di iniziativa popolare: un milione di cittadini puòchiedere a Bruxelles di presentare una proposta normativa Ue.
- La Carta dei Diritti Fondamentali acquisisce lo stesso valore giuridico dei Trattati e la Corte di giustizia Ue può essere chiamata a pronunciarsi sul suo rispetto.
- Le materie di immigrazione e giustizia entrano a far parte del diritto comune Ue e delle competenza della Corte di giustizia; le norme sono soggette a voto a maggioranza e co-decisione.
- L'Eurogruppo diventa un'istituzione informale Ue con un presidente eletto a maggioranza per due anni e mezzo.
- Cooperazione forzata: all'unanimità i Paesi Ue possono decidere che un gruppo di almeno 9 Stati forma un'avanguardia e procede a una maggiore integrazione in determinati settori.
- Cooperazione nella Difesa: può essere costituita da un gruppo di Paesi nell'ambito della politica di difesa per integrare le loro forze armate o parti di esse.
- Clausola di solidarietà: su richiesta di un Paese membro gli altri devono andare in suo aiuto in caso di aggressione armata, attacco terroristico, calamità naturale.
- Clausola di uscita: un Paese può uscire dall'Ue negoziando le condizioni con i partner.
- Nuove competenze: l'Ue acquisisce competenze in materie come lo sport, il turismo, la protezione dei dati personali e della proprietà intellettuale, l'energia, la salute pubblica.
- Sanzioni pecuniarie: la Corte di giustizia Ue può infliggere multe più velocemente e in più casi quando un Paese risulti inadempiente.
 
 

 

 

 

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