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CONSIGLIO D'EUROPA: REGIME DETENTIVO EX 41 BIS TROPPO DURO
   
 
 
STRASBURGO, 19 NOVEMBRE 2013
Il Consiglio d’Europa sulla situazione delle carceri italiane: il 41-bis troppo duro.
Come si apprende da un comunicato stampa pubblicato sul sito ufficiale del Consiglio d’Europa, il Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa ha pubblicato il rapporto sull’ultima visita in Italia effettuata nel maggio del 2012.

In tale rapporto, il C.P.T. esprime preoccupazione per il sovraffollamento delle carceri italiane.

Come si può leggere nel comunicato, in occasione della visita del 2012 sugli edifici penitenziari visitati, i detenuti hanno giudicato generalmente positivo il modo in cui vengono trattati. Tuttavia, nel carcere di Vicenza, la delegazione del CPT ha raccolto un certo numero di accuse di maltrattamenti (calci e pugni) inflitti ai detenuti dal personale penitenziario e di ricorso eccessivo alla forza. Il Comitato raccomanda che siano stabilite chiare procedure di segnalazione di tali accuse agli organismi coinvolti.

Le condizioni materiali di detenzione sono per molti aspetti accettabili nelle carceri visitate, con un’eccezione di rilievo: il carcere dell’Ucciardone di Palermo dove la maggior parte delle unità di detenzione sono in cattivo stato e in cui il livello d’igiene lascia a desiderare. L’importante sovraffollamento costituisce un’altra causa di preoccupazione dell’insieme degli edifici visitati nel 2012; nel carcere di Bari, per esempio, la delegazione del CPT ha constatato che 11 detenuti sono ospitati in una stanza di circa 20 m². Le infermerie sono ben attrezzate ma assicurare la riservatezza degli esami medici dei detenuti e delle informazioni mediche resta ancora un problema.

Nella risposta, le autorità italiane informano il CPT sulle misure intraprese per porre fine ai maltrattamenti nel carcere di Vicenza. Inoltre, insistono sugli sforzi impiegati in vista di potenziare le capacità globali del parco penitenziario nel breve termine e forniscono una relazione sulle misure legislative intraprese in vista della promozione di una gamma più elaborata di soluzioni alternative alla detenzione.

Il C.P.T. ha raccolto un certo numero di accuse di maltrattamenti fisici inflitti dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri che coinvolgono specialmente migranti stranieri nella regione di Milano. Le condizioni di detenzione osservate dal Comitato nei locali delle forze dell’ordine sembrano nell’insieme accettabili. Tuttavia, le condizioni materiali nelle stanze della questura di Palermo e Firenze sono mediocri. Nella risposta, le autorità dichiarano la sospensione dell’utilizzo delle suddette stanze.

Spazio all’interno del rapporto è dedicato anche al carcere duro del 41-bis. In particolare, il C.P.T. invita le autorità italiane a rivedere l’attuale regime del “41-bis” e ad adottare le necessarie misure per garantire che tutti i detenuti sottoposti al regime del cd. carcere duro vengano messi nelle condizioni di trascorrere almeno quattro ore al giorno fuori le loro cellule insieme agli altri detenuti, fare telefonate con maggiore frequenza, nonchè godere del diritto ad accumulare permessi visita non utilizzati.
 
 

 

 

 

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