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RATKOP MLADIC E' COMPARSO INNANZI IL TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE
   
 
 
L'AJA, 3 GIU 2011 - Ratko Mladic è apparso per la prima volta nell'aula del Tpi, all'Aja, con un completo giacca e cravatta blu chiaro a righe e con in testa il suo 'vecchio' berretto, che si è tolto prima di fare le sue prime dichiarazioni. ''Sono il generale Ratko Mladic'', ha esordito.
«Contro di me ci sono accuse orribili». L’ex generale serbo bosniaco Ratko Mladic è comparso oggi alla sua prima, attesa udienza dinanzi ai giudici del tribunale dell'Aja che lo accusano di genocidio. Il generale ha usato gli ultimi minuti davanti al Tribunale penale internazionale per dire «al mondo» che lui «ha agito in difesa del suo popolo e del suo paese» e non ha ucciso individui «in quanto musulmani o croati». «Non ho ucciso in Libia o in Africa, ho solo difeso il mio paese», ha dichiarato. Mladic ha anche detto di non avere paura di nessuno («io sono il generale Ratko Mladic») e che la sua durata «dipende da chi sta sopra di noi».
Mladic non ha letto l’atto di imputazione che in 37 pagine racchiude gli undici reati di cui è accusato e ha detto di non volerlo e poterlo fare. «Non voglio leggere neanche una parola dello vostre accuse». «Sono molto malato - ha aggiunto -e non ho potuto leggere nè capire nulla delle accuse». Ha quindi chiesto due mesi di tempo per preparare la sua difesa e potersi difendere. «Contro di me ci sono accuse orribili». La prossima udienza è fissata per il 4 luglio.

Arrestato la scorsa settimana in Serbia dopo 16 anni alla macchia, l’uomo accusato della strage di Srebrenica - in cui morirono 8mila musulmani adulti - è apparso per la prima volta nell’aula del Tpi: indossava giacca e cravatta grigie e aveva in testa il suo "vecchio" berretto, che si è tolto prima di fare le sue prime dichiarazioni. Ha risposto alle domande dei giudici sulle sue generalità ed è nato il primo problema: alla domanda su quando sia nato, Mladic ha risposto di essere nato «il lunedì di Pasqua del 1943». Il giudice olandese Alphons Orie, che presiede questa prima seduta, ha replicato che, secondo i documenti del Tribunale, risulta invece essere nato il 13 marzo del 1942. «Non è la data corretta», ha detto Mladic, che all’inizio della seduta si era presentato: «Sono il generale Ratko Mladic».

Il giudice Alphons Orie ha letto «una sintesi» dell’atto di imputazione, che include i reati di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Quando il giudice ha menzionato le responsabilità nell’assedio di Sarajevo e nella strage di Srebrenica, Mladic ha scosso vigorosamente la testa in segno di diniego e disapprovazione

Dai giudici del Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia gli è stato chiesto di rispondere alle domande sul suo stato di salute e se si riconosce negli 11 capi di accusa che gli vengono fatti (tra cui genocidio, crimini di guerra e crimini conto l’umanità). L'ex generale, 69 anni, deve dichiararsi colpevole o innocente. Lo farà all'udienza del 4 luglio.

Mladic è strato trasferito in Olanda martedì scorso per essere processato all’Aja dopo che i giudici serbi avevano respinto il suo appello contro l’estradizione e lo avevano riconosciuto in grado di essere processato. Attualmente è ricoverato nell’ospedale del carcere dell’Aja.

Aleksandar Aleksic, l’avvocato nominato dalla corte per l’ex comandante delle truppe serbo-bosniache, ha sottolineato che il suo assistito «non ha ricevuto assistenza medica adeguata per anni e le sue condizioni di salute non sono buone». Il legale ha anche confermato che Mladic ha perso l’uso di una mano a causa di un ictus sofferto anni fa ma che è mentalmente in grado di intendere e di volere. Il boia di Srebrenica soffrirebbe, inoltre, di un cancro al sistema linfatico
 
 

 

 

 

 

 
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