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ALTRO ERRORE GIUDIZIARIO RISOLTO: GIANFRANCO SOLLA ASSOLTO NEL PROCESSO DI REVISIONE
   
 
 
La Corte di Appello di Roma accoglie la revisione di Solla Gianfranco.
La Corte di Appello di Roma, sezione quarta penale, ha accolto la domanda di revisione presentata dagli avvocati BALDASSARE LAURIA, LAURA ANCONA e PARDO CELLINI, in favore di SOLLA GIANFRANCO, classe 1978, e lo ha assolto perché il fatto non sussiste.
SOLLA GIANFRANCO era stato condannato con sentenza del Tribunale di Napoli del 18.05.2015, alla pena di anni tre di reclusione, poi ridotta in appello ad anni due di reclusione, per il reato di tentata estorsione aggravata in concorso con il fratello SALVATORE e AVETA ANDREA, in danno dei coniugi SARRUBBA GIUSEPPINA e RAPICANO CIRO.
Tutti erano accusati di avere minacciato i coiniugi Sarrubba/ Rapicano affinche pagassero gli interessi ed il capitale di un prestito usurario, che il Solla Salvatore aveva erogato al primo. - Addirittura in una circostanza, secondo la sentenza di condanna, la p.o. era stata prelevata da casa e condotta, con la forza, da SOLLA GIANFRANCO e AVETA presso l’abitazione del fratello.
Il SOLLA GIANFRANCO era stato condannato nell’ambito del rito abbreviato, mentre nel corso del giudizio ordinario, ove gli altri due correi erano a giudizio, le persone offese rendevano dichiarazioni contraddittorie nella ricostruzione dei fatti, dalla dismaina di tutte le prove emergeva l’estraneità del SOLLA GIANFRANCO all’episodio del prelevamento con la forza della p.o. presso la sua abitazione.
Inoltre, dalle registrazioni delle conversazioni, operata dalla persona offesa, emergeva come in realtà come nell’unica circostzna in cui SOLLA GIANFRANCO aveva incontrato le p.o. questi non aveva profferito alcuna minaccia, diversamente da quanto dichiarato dalle p.o. il SOLLA GIANFRANCO.
Per la corte di appello di Roma, dunque, la diversa ricostruzione dei fatti è apparsa inconciliabile con la sentenza di condanna che è stata pertanto revocata.
SOLLA GIANFRANCO ha espiato circa due anni di pena, parte di essa in custodia cautelare, e durante la detenzione si è ammalato, oggi all’età di 38 anni ha una invalidità civile che gli impedisce ogni attività lavorativa.
Una volta definitiva la sentenza di revisione sarà proposta causa per il risarcimento integrale dello stesso, e la difesa sta valutando l’ulteriore azione risarcitoria nei confronti del giudice.
 
 

 

 

 

 

 
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